Certe serate a San Siro iniziano con il profumo classico dell’autunno milanese, l’aria frizzante che si mescola al fumo dei chioschi di panini fuori dallo stadio e a quel mormorio tipico dei tifosi che varcano i tornelli con le sciarpe strette al collo.Per noi del Milan Club, la partita di stasera contro il Bologna valeva molto più dei tre punti in palio in questa nona giornata di Serie A. Era il test della maturità, il momento di capire se la squadra potesse davvero insediarsi stabilmente nelle zone altissime della classifica e scrollarsi di dosso le amnesie che periodicamente frenano le nostre ambizioni.
Una sconfitta pesante, maturata tra capovolgimenti di fronte, lampi di gioventù, errori difensivi grossolani e una ripresa in cui la luce si è letteralmente spenta. Come redattori e membri del nostro Milan Club, non possiamo limitarci a guardare il freddo dato numerico: dobbiamo scavare a fondo, analizzare le scelte tattiche, il rendimento dei singoli e l’inerzia psicologica di una serata che ci lascia con l’amaro in bocca e tanti interrogativi sul prosieguo della stagione.
Questa sconfitta fa male, malissimo. Brucia perché arriva in un momento in cui San Siro aveva risposto presente in massa,pronto a spingere la squadra verso l’alto. Tuttavia, la bellezza e la maledizione del calcio risiedono proprio nella sua ciclicità: non c’è tempo per piangersi addosso. Il campionato corre veloce e la squadra è chiamata a un immediato esame di coscienza e a una reazione d’orgoglio sul campo già nelle prossime uscite.
Noi del Milan Club ci saremo sempre, nel bene e nel male, pronti a sostenere i nostri colori con la stessa passione viscerale di sempre. Perché essere milanisti significa amare la maglia soprattutto quando la notte si fa più scura, nella certezza che l’alba rossonera tornerà a splendere presto.
Forza Milan, sempre e comunque!
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