Categorie
IL CLUB

MOLTO PIU DI UN SEMPLICE PUNTO

Ci sono partite che finiscono con un pareggio ma lasciano nell’aria un’elettricità strana, come se il fischio finale fosse arrivato troppo presto o, al contrario, al culmine di una tensione ormai insostenibile.

Lo scontro all’Allianz Stadium tra Juventus e AC Milan (1-1, giocato il 6 settembre) rientra esattamente in questa categoria. Non è stata una sfida ricca di ricami estetici, ma una battaglia nervosa, tattica e viscerale.

Dal mio punto di vista personale, questo match ha offerto uno specchio fedele dello stato attuale delle due squadre: da una parte un Milan cinico e sfacciato; dall’altra una Juventus che rifiuta di morire anche quando la manovra s’inceppa, aggrappandosi all’anima dei suoi uomini simbolo.

La squadra bianconera continua a mostrare un’identità caratteriale di ferro. Riprendere una partita al 92′ contro un avversario ben organizzato come il Milan non è mai un caso. Tuttavia, a livello di gioco espresso, a mio parere resta più di un campanello d’allarme.

La dipendenza dalle giocate individuali degli esterni (Conceição su tutti) rende la manovra a tratti prevedibile quando le squadre avversarie raddoppiano le marcature. L’ingresso di Gatti e l’assedio finale hanno premiato il cuore, ma per puntare al vertice servirà molta più qualità e fluidità nella gestione dei tempi di gioco.

Il Milan di questa stagione ha dimostrato ancora una volta di saper soffrire e colpire con un cinismo spietato. La mossa di lanciare Cisse nella ripresa si è rivelata vincente, ed è la dimostrazione di come la rosa abbia alternative fresche e imprevedibili.

Il mio giudizio critico verso i rossoneri riguarda però gli ultimi dieci minuti. Abbassare eccessivamente il baricentro e rinunciare completamente a ripartire contro una Juventus sbilanciata è stato un errore concettuale. In partite di questo calibro, difendere l’area di rigore “a oltranza” contro saltatori come Gatti e Bremer è sempre una roulette russa, e il conto alla fine si paga puntualmente.

Il punto finale accontenta e scontenta entrambe. Il Milan torna a casa con l’amaro in bocca per aver assaporato tre punti d’oro a Torino; la Juventus salva la faccia e la striscia positiva, ma sa di dover alzare l’asticella della qualità. Un 1-1 d’altri tempi: ruvido, sofferto e maledettamente reale.

LEGGI ANCHE: IL MILAN PIEGA 2-0 IL VENEZIA A SAN SIRO E RESTA A PUNTEGGIO PIENO

WEBSITE

www.acmilaninside.it

www.aimc.eu/malpensa

INSTAGRAM

malpensamilanclub

Categorie
IL CLUB

BUONA LA PRIMA

Cosa è successo davvero

Gol:
– 0-1 al 52′: Rabiot su assist di Loftus-Cheek
– 0-2 al 64′: Rabiot (seconda rete) su assist di Chukwueze / Cisse secondo i tabellini
– 1-2 al 90+3′: Che Adams per il Toro su assist di Gineitis

È stata una partita da due facce, non come dicono certi siti fake che hanno scritto 2-1 per il Toro. Il risultato ufficiale è 1-2 Milan.

Statistiche che contano:
Possesso 40% Toro – 60% Milan. Tiri totali 6-11, tiri in porta 1-4 per noi, 5 occasioni grandi per il Toro contro 13 nostre. 365 passaggi Toro vs 517 Milan, ma con ancora troppi errori (61 sbagliati loro, 54 noi). Zero gialli per il Toro, 1 per noi.

Milan di Allegri? No, quest’anno in panchina c’è Ruben Amorim all’esordio, come Ignazio Abate per il Toro. Due allenatori alla prima in A.

Le mie impressioni

Bene:
1. Centrocampo ritrovato. Rabiot doppietta è il segnale. Con Loftus-Cheek e Chukwueze che lo cercano, abbiamo verticalizzato bene. Dopo un anno senza Champions, serviva personalità e l’ha portata lui.
2. Controllo. 60% di possesso in trasferta alla prima non è scontato. Abbiamo gestito il secondo tempo senza sbandare fino al 90′.
3. Reazione mentale. L’anno scorso questa la pareggiavamo.

Punti da migliorare – e qui dobbiamo essere onesti:

1. Finalizzazione. 11 tiri, solo 4 in porta. Con 13 occasioni create devi chiuderla 0-3 prima del 70′. Leao e Pulisic non pervenuti nel tabellino.
2. Calo finale. Gol di Adams al 93′ è evitabilissimo. Difesa che si abbassa troppo, 13 rinvii difensivi nostri contro 24 loro vuol dire che abbiamo sofferto nel finale. Con squadre più forti lo paghi.
3. Cross e palla persa. 21 cross tentati, solo 10 riusciti. 21 palle perse. Troppo.
4. Maignan inoperoso. 2 parate del Toro, 0 nostre. Vuol dire che concediamo poco, ma quando concediamo prendiamo gol. Attenzione alle transizioni.

Non faccio 10.000 parole di fumo perché non servono. Questa è stata una vittoria di mestiere, da grande squadra che deve tornare in Champions. Non spettacolare, ma solida.

 

LEGGI ANCHE: TITOLI DI CODA

 

 

WEBSITE

www.acmilaninside.it

www.aimc.eu/malpensa

INSTAGRAM

malpensamilanclub