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MILAN BLOCCATO

Troppo lontani, troppo poco uniti

 

Nemmeno il ritorno al gol e a una prestazione eccellente del figliol prodigo guarisce l’Atalanta dalla pareggite, a dispetto di un Milan spuntato e deludente nella coppia offensiva di partenza, Gimenez-Leao.

Secondo pari di fila per il Milan, che fallisce il momentaneo sorpasso sulla Roma, aggancia i giallorossi al secondo posto e si porta a tre punti dal Napoli capolista.

I rossoneri di Massimiliano Allegri partono bene a Bergamo e trovano il vantaggio dopo soli 4’ con una conclusione (deviata) di Ricci. La squadra di Ivan Juric risponde, attacca e pareggia con un gran diagonale di Lookman, tornato al gol dopo oltre cinque mesi di digiuno.

Con questo pari la squadra di Juric sale al settimo posto a 13 punti, mentre quella di Allegri aggancia la Roma, impegnata oggi all’Olimpico contro il Parma, al secondo posto a quota 18, a -3 dal Napoli capolista.

 

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RITROVATA LA VETTA E LEAO !!

Un Leao in versione finalmente showman ribalta la Fiorentina del suo vecchio maestro Pioli con una splendida doppietta nel secondo tempo, tornando a segnare a San Siro in campionato a distanza di 17 mesi e trascinando il Milan in vetta alla classifica, da solo, un punto sopra Inter, Napoli e Roma.

Non succedeva dal 7 ottobre 2023.

Per i rossoneri è un successo che vale doppio, non solo per come si era messa, ma anche per come era iniziata, con lo choc degli infortuni a raffica al rientro dalla sosta delle nazionali.

Gosens illude la Viola, poi il portoghese la ribalta con un bel destro e su rigore.

Poca qualità e solo agonismo nei primi 45′, con le due squadre schierate perfettamente a specchio con il 3-5-1-1.

Leao e Saelemaekers girano spesso al largo dell’area e questo inficia sulla qualità negli ultimi metri, dall’altra parte Kean è lasciato al suo destino e tocca pochi palloni.

Il Milan si procura le uniche due occasioni da calcio da fermo e su rimpallo, ma il pallone arriva sempre sui piedi del calciatore sbagliato: al 5′ Tomori calcia alle stelle, ben più grave l’errore di Pavlovic che al 21′ calcia clamorosamente alto da pochi passi.

Più vivo ed emozionante (ci voleva poco a dire il vero), la ripresa: Gosens a porta vuota approfitta dell’errore di Maignan e costringe Allegri a giocarsi l’unico vero cambio in panchina, inserendo Gimenez.

Dall’altra parte anche De Gea ha qualche colpa sul pareggio di Leao, poi si riscatta sulla zampata di Gimenez.

A finire dietro la lavagna è, però, Parisi con il discusso episodio del calcio di rigore che condanna i suoi e manda in Paradiso il Diavolo.

Milan al primo posto, bellissima emozione ma testa a Milan Pisa.

Il percorso é ancora lungo e tortuoso , si!, ma con un sorriso in piú.

 

 

 

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LA SAGRA DEGLI ERRORI

Una super sfida da scudetto, un esame per grandi, la battaglia dei giganti e via gonfiando come la rana della favola di Esopo che alla fine scoppia per sembrare più grande di quello che è.

Altro che spettacolo! Altro che calcio per palati fini! Altro che incrocio dei destini.

Questo Juventus-Milan, finito con un mediocre zero a zero, è stato più un festival degli errori, una sagra del rimpianto, che un momento chiave di questo campionato.

Troppi svarioni, troppe occasioni gettate al vento, a partire dal rigore di Pulisic, l’attaccante più in forma del Milan che, cercando l’angolo in alto a destra, ha maldestramente indirizzato il pallone sopra la traversa.

Certamente i rossoneri sono andati più vicino alla vittoria. Però se non concretizzi, paghi pegno.

Questo pareggio permette infatti a Roma e Napoli, vincitrici su Fiorentina e Genoa, di restare da sole in vetta alla classifica.

Il Milan, dopo quattro vittorie consecutive, frena in seconda posizione a quota 13, due meno delle capoliste, uno più della Juventus che continua a pareggiare.

Deve essere un virus che gira in questi giorni, quello di sbagliare quando non si deve sbagliare. Soprattutto dal dischetto.

Pulisic ha fallito contro la Juve, ma in settimana era stata la Roma in Europa a dare il via alle danze sbagliando addirittura tre rigori consecutivi.

Grande rammarico per i rossoneri che non concretizzano almeno tre chance.

Qui siamo davvero ai confini della realtà, ma l’angoscia del rigore non è certo una novità di questa ultima settimana.