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IL MILAN SCAVALCA, 3-2 CONTRO IL TORINO

C’è qualcosa nel Milan di quest’anno che non ti permette mai di staccare gli occhi dallo schermo, nel bene e nel male. Il match di ieri sera contro il Torino di D’Aversa è stato l’ennesima dimostrazione: una partita vibrante, a tratti caotica, ma che alla fine ha premiato la maggiore qualità individuale dei rossoneri, permettendo ad Allegri di scavalcare nuovamente il Napoli in classifica.

Le Mie Impressioni: Cosa ci portiamo a casa?

  • La “Solidità” Creativa di Pavlović: Vederlo segnare dalla distanza fa strano per un difensore centrale, ma Strahinja sta diventando l’anima di questa squadra. È un leader carismatico, anche se quel rigore causato nel finale ci ricorda che deve ancora limare qualche eccesso di irruenza.

  • Il centrocampo dei “Giganti”: La coppia Rabiot-Fofana ieri ha dominato fisicamente. Quando giocano con questa intensità, il Milan sembra avere una marcia in più. In particolare, vedere Rabiot tornare al gol a San Siro è un ottimo segnale per il finale di stagione.

  • L’effetto Allegri: Si vede la mano del tecnico nella gestione dei momenti difficili, ma resta il dubbio sulla gestione del vantaggio. Sul 3-1 la partita doveva essere “morta”, invece il calo di tensione finale ha rischiato di rovinare tutto. È un Milan cinico, ma che gioca pericolosamente con il fuoco.

  • L’eterno Pulisic: Anche quando non segna, Christian è ovunque. Il suo assist per Rabiot è una perla di intelligenza tattica. Senza di lui, la manovra offensiva perderebbe il 50% della sua imprevedibilità.

Il Milan vince e convince a metà, ma i tre punti sono pesantissimi. La rincorsa all’Inter (ora a -5, in attesa del loro match) continua, e la sensazione è che questo gruppo abbia finalmente trovato la quadratura mentale per restare in alto, nonostante qualche brivido di troppo.

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LAZIO MILAN, OCCASIONE SPRECATA!

La sconfitta di domenica sera all’Olimpico contro la Lazio è di quelle che tolgono il sonno, non tanto per la prestazione in sé – che nel secondo tempo c’è anche stata – quanto per l’occasione enorme che abbiamo gettato al vento.

Ecco il mio sfogo, da milanista a milanista, su una domenica da dimenticare.

Eravamo lì. Dopo la vittoria nel derby che ci aveva ridato ossigeno e speranza, sognavamo di accorciare ulteriormente. Invece, il gol di Isaksen al 26′ ha gelato ogni entusiasmo. Mentre noi restiamo fermi a quota 60 punti, l’Inter vola a +8 e il Napoli ci alita sul collo a un solo punto di distanza. Fa male, perché queste sono le partite che decidono i campionati, e noi siamo mancati nel momento del bisogno.

Inutile girarci intorno: il 3-5-2 iniziale non ha convinto. Vedere una squadra così contratta nel primo tempo mette tristezza. Ma la nota più dolente è stata l’uscita di Rafa Leão. Al 67′, nel pieno della spinta per il pareggio, Allegri lo richiama in panchina per Füllkrug. La reazione di Rafa – quei calci alle bottigliette e il rifiuto del saluto – è l’immagine della nostra serata. Possiamo discutere sulla sua continuità, ma toglierlo quando serve un lampo di genio resta una scelta che divide la tifoseria.

Non è finita, ma la strada per lo scudetto si è fatta ripidissima. Ora serve silenzio, lavoro e soprattutto ritrovare quella fame che ieri, per larghi tratti, è rimasta negli spogliatoi. Fa male vedere un ex come Daniel Maldini giocarci contro con quella grinta, ma fa ancora più male vedere il Milan non azzannare la partita.

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IL DERBY É DEL MILAN: 1-0 A SAN SIRO, INTER A +7

La partita di domenica tra Milan e Inter è terminata con una vittoria per i padroni di casa, che hanno battuto i nerazzurri 1-0 grazie a un gol di Estupiñán al 35′ del primo tempo. Il Milan ha giocato una partita equilibrata, creando diverse occasioni pericolose, ma non è riuscito a concretizzare. L’Inter ha invece mostrato alcuni problemi difensivi, che hanno permesso al Milan di creare diverse occasioni.

Abbiamo mostrato alcuni problemi difensivi, con l’Inter che ha creato diverse occasioni pericolose. La squadra di Massimiliano Allegri ha anche faticato a trovare la giusta ispirazione in attacco, con Leao e Pulisic che non hanno giocato al meglio.

Il Milan deve lavorare sulla sua efficacia in attacco e sulla sua solidità in difesa. La squadra deve anche trovare la giusta ispirazione e la giusta intensità per poter vincere le partite.

Massimiliano Allegri si dimostra ancora una volta capace di fare la differenza e di saper giocare anche in modo diverso, se vuole.Anche perché i nerazzurri di Cristian Chivu sono stati piú che presuntuosi: convinti di poter aspettare un Milan incapace di fargli male, hanno sofferto e poi, quando c’ é stato da attaccare, non sono stati capaci.

Finale agitato negli attimi immediatamente successivi all’episodio di Ricci e a qualche protesta da parte di Pio Esposito e di altri giocatori in campo, ci sarebbe stato un silent check tra Doveri e il VAR Abisso, chiusosi con la conferma della valutazione di campo del direttore di gara. Al termine del match, qualche lamentela da parte della panchina nerazzurra, della quale faceva parte anche l’infortunato Lautaro Martinez, è arrivata sia su questa situazione che sull’entità del recupero per le perdite di tempo da parte del Milan per conservare fino in fondo il risultato di vantaggio.

In sintesi, un derby che ha confermato la capacità del Milan di alzare il livello nelle partite storiche, riducendo le distanze in classifica in un finale di stagione che si preannuncia molto combattuto.

 

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CI PENSANO PAVLOVIC E LEÃO

Cremonese-Milan: un successo meritato per i rossoneri

Il Milan ha vinto 2-0 contro la Cremonese allo Stadio Giovanni Zini, in una partita che ha visto i padroni di casa giocare bene nel primo tempo, ma senza creare grandi occasioni. Il Milan ha invece trovato il gol della vittoria con i gol di Strahinja Pavlović all’89’ e Rafael Leão al 90’+4′.

Il Milan ha mostrato alcuni problemi difensivi, con la Cremonese che ha creato diverse occasioni pericolose. La squadra di Massimiliano Allegri ha anche faticato a trovare la giusta ispirazione in attacco, con Leao e Pulisic che non hanno giocato al meglio.

Il Milan deve lavorare sulla sua efficacia in attacco e sulla sua solidità in difesa. La squadra deve anche trovare la giusta ispirazione e la giusta intensità per poter vincere le partite.

La partita ha confermato che il Milan è una squadra in crescita, ma che ha ancora molto da lavorare per poter competere con le migliori squadre della Serie A. La Cremonese ha giocato una buona partita, ma non ha avuto la fortuna di segnare.

Il Milan ora si trova al 2° posto in classifica, a 10 punti dall’Inter capolista. La squadra deve continuare a lavorare duro per poter vincere il campionato.

 

Rafael Leão: il portoghese ha giocato una partita fantastica, segnando il gol della vittoria e creando diverse occasioni pericolose.
Strahinja Pavlović: il difensero serbo ha segnato il primo gol della partita e ha giocato una partita solida.
Mike Maignan: il portiere francese ha fatto alcune parate importanti, mantenendo la porta inviolata.

Il Milan deve continuare a lavorare duro per poter raggiungere i suoi obiettivi stagionali. La prossima partita sarà contro l’Inter, domenica alle 20.45 a San Siro.

 

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