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TRA L’ILLUSIONE DELLA LAZIO E LA REAZIONE D’ORGOGLIO DEL MILAN

Se c’è una partita che sintetizza la bellezza imprevedibile e folle del calcio italiano, quella è senz’altro Lazio-Milan (2-2), andata in scena allo Stadio Olimpico nella 4ª giornata di Serie A. Un match dai due volti: un primo tempo di marca interamente biancoceleste e una ripresa dove i cambi hanno completamente ribaltato l’inerzia tattica ed emotiva della gara.

Da spettatore neutro — o da appassionato alla ricerca di risposte sul valore di queste due squadre —, la sensazione lasciata da questi novanta minuti è quella di un cantiere aperto per entrambe, ma ricco di talento e potenziale.

Primo Tempo: Dominio e Cinismo Biancoceleste

La Lazio è entrata in campo con un piglio decisamente più aggressivo, sfruttando gli inserimenti centrali e l’ampiezza offerta da Zaccagni e Cancellieri.

  • Al 10′, la gara si sblocca: è proprio l’ex Matteo Cancellieri a punire la difesa rossonera con una zampata svelta che non lascia scampo a Maignan.

  • Il Milan accusa il colpo, faticando a costruire gioco con il tandem di centrocampo.

  • Al 39′, arriva il raddoppio: Tijjani Noslin trova il corridoio giusto per firmare il 2-0, facendo esplodere l’Olimpico e mandando i padroni di casa al riposo su un punteggio apparentemente rassicurante.

Secondo Tempo: La Scossa dalla Panchina e il Ciclone Moreira

All’inizio della ripresa, la lettura tattica della panchina rossonera stravolge le carte: dentro Christian Pulisic, Yunus Musah e Diego Moreira. È proprio quest’ultimo a trasformarsi nel protagonista assoluto dell’incontro con un’intesa fulminea:

  • Al 65′, Moreira accorcia le distanze capitalizzando un’azione corale nata dalla pressione alta di Pulisic.

  • Al 67′, appena due minuti dopo, Moreira firma la sua personale doppietta con un diagonale preciso che riagguanta la Lazio e fissa il punteggio sul 2-2.

Lazio: Bella ma Incompleta, Manca la Gestione dei Momenti

A mio parere, la Lazio ha mostrato due facce diametralmente opposte. Nei primi 45 minuti si è vista una squadra organizzata, capace di verticalizzare con tempi perfetti e di mettere a nudo le fragilità della difesa a tre avversaria. Frattesi e Taylor hanno dato sostanza e qualità in mezzo al campo, sostenendo bene il tridente d’attacco.

Tuttavia, l’incapacità di gestire il doppio vantaggio nella ripresa evidenzia un limite di maturità. Dopo aver subito il primo gol, la squadra si è spaventata, perdendo le distanze tra i reparti e lasciando spazio alle ripartenze rossonere. Un punto che sa di beffa per come si era messa la sfida, ma che conferma comunque la bontà della fase offensiva.

Milan: Reazione da Grande Squadra, ma TROPPI Errori Iniziali

L’approccio del Milan nel primo tempo è stato insufficiente sotto il profilo dell’intensità e dell’attenzione difensiva. L’assetto iniziale ha concesso troppi metri tra la linea dei difensori e i centrocampisti, esponendo Maignan a continui pericoli.

L’aspetto positivo risiede nell’atteggiamento mostrato nella ripresa e nel peso della panchina. L’ingresso di Diego Moreira ha spaccato in due la partita: il giovane esterno ha portato quell’imprevedibilità e quella fame che mancavano. Il pareggio alla fine è ampiamente meritato per la reazione d’orgoglio, ma per puntare alle posizioni di vertice il Milan non può permettersi di regalare interi tempi agli avversari.

Il Verdetto

Un 2-2 spumeggiante che regala allo spettacolo ciò che toglie alla classifica delle due squadre. La Lazio deve imparare a chiudere le partite o quantomeno a congelarle nei momenti di sofferenza; il Milan deve ritrovare solidità difensiva fin dal primo minuto di gioco.

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LAZIO MILAN, OCCASIONE SPRECATA!

La sconfitta di domenica sera all’Olimpico contro la Lazio è di quelle che tolgono il sonno, non tanto per la prestazione in sé – che nel secondo tempo c’è anche stata – quanto per l’occasione enorme che abbiamo gettato al vento.

Ecco il mio sfogo, da milanista a milanista, su una domenica da dimenticare.

Eravamo lì. Dopo la vittoria nel derby che ci aveva ridato ossigeno e speranza, sognavamo di accorciare ulteriormente. Invece, il gol di Isaksen al 26′ ha gelato ogni entusiasmo. Mentre noi restiamo fermi a quota 60 punti, l’Inter vola a +8 e il Napoli ci alita sul collo a un solo punto di distanza. Fa male, perché queste sono le partite che decidono i campionati, e noi siamo mancati nel momento del bisogno.

Inutile girarci intorno: il 3-5-2 iniziale non ha convinto. Vedere una squadra così contratta nel primo tempo mette tristezza. Ma la nota più dolente è stata l’uscita di Rafa Leão. Al 67′, nel pieno della spinta per il pareggio, Allegri lo richiama in panchina per Füllkrug. La reazione di Rafa – quei calci alle bottigliette e il rifiuto del saluto – è l’immagine della nostra serata. Possiamo discutere sulla sua continuità, ma toglierlo quando serve un lampo di genio resta una scelta che divide la tifoseria.

Non è finita, ma la strada per lo scudetto si è fatta ripidissima. Ora serve silenzio, lavoro e soprattutto ritrovare quella fame che ieri, per larghi tratti, è rimasta negli spogliatoi. Fa male vedere un ex come Daniel Maldini giocarci contro con quella grinta, ma fa ancora più male vedere il Milan non azzannare la partita.

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IN PARITÀ LA SFIDA PER LA CHAMPIONS

I rossoneri rallentano, non tengono il passo della capolista, ma infilano il 21° risultato utile consecutivo, è la striscia aperta più lunga d’Europa e danno ancora una volta prova di solidità: subiscono per tutto il primo tempo l’assalto di una Roma aggressiva, dominante, sempre più “gasperiniana”, per poi passare alla prima occasione con De Winter e venire ripresi infine da un rigore di Pellegrini, che cristallizza così il primo pareggio stagionale dei giallorossi, ora appaiati al Napoli al terzo posto. Anche il Diavolo però è sempre più a immagine e somiglianza del suo allenatore, che ha trasmesso alla squadra la sua capacità di soffrire e gestire, resistere e colpire. Il pari serve a difendere il secondo posto in chiave Champions, ma è evidente che per provare a colmare il distacco dall’Inter schiacciasassi servirà accelerare, magari quando i nerazzurri saranno impegnati in coppa. Già la prossima giornata dirà molto: l’Inter va a Cremona, il Milan a Bologna.

Mr Allegri ai microfoni: “Penso che abbiamo iniziato bene i primi 10 minuti, poi la Roma ha dominato e Mike Maignan ci ha salvati. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, abbiamo creato alcune occasioni e poi è arrivato questo rigore sfortunato: se non ci fosse stato non credo avrebbero segnato”, ha commento Luka Modric sempre a Dazn. Nessuna polemica invece da parte di Max Allegri: “Troppi errori tecnici? Il primo tempo sì, abbiamo sbagliato quattro palle a destra. Nel secondo tempo abbiamo avuto delle situazioni favorevoli anche dopo l’1-0, in cui la sensazione era che fosse più facile per noi fare il 2-0 che subire l’1-1″, ha spiegato il tecnico del Milan. Che ha aggiunto: “In vantaggio avevamo anche difeso bene ma poi come capita nel calcio, in un momento in cui sembrava andar tutto bene, prendiamo il rigore”.

 

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