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LUCI, OMBRE E GRANDI VERITÀ, MILAN UDINESE 0-3 !

Il match di ieri sera tra Milan e Udinese è stato il brusco risveglio da un sogno che non è mai iniziato davvero. Non chiamiamola solo sconfitta; chiamiamola col suo nome: disfatta.

San Siro, teatro di un crollo annunciato

C’è un silenzio particolare che cala su San Siro quando la delusione supera la rabbia. Ieri sera, contro un’ Udinese cinica, organizzata e fisicamente straripante, il Milan non ha perso solo tre punti: ha perso la faccia. E io, guardando quegli undici smarriti in campo, ho provato quella strana sensazione di vuoto che si prova quando capisci che il giocattolo si è rotto definitivamente.

L’illusione di un controllo che non c’è mai stato

L’inizio è stato il solito, frustrante copione. Un possesso palla sterile, orizzontale, una ragnatela di passaggi che non portava a nulla se non a evidenziare la mancanza cronica di idee. Mentre l’Udinese chiudeva ogni linea di passaggio con la precisione di un orologiaio, il Milan cercava la giocata individuale di un Leão ormai ombra di se stesso o l’inserimento disperato di un centrocampo senza bussola.

Il tracollo tattico e nervoso

La disfatta non è arrivata per un episodio sfortunato, ma per un’erosione lenta. Ogni ripartenza dell’Udinese sembrava un coltello nel burro. La difesa, che dovrebbe essere il bunker su cui costruire le fortune di una squadra, è apparsa lenta, deconcentrata e, quel che è peggio, rassegnata.

Vedere i bianconeri vincere ogni contrasto, arrivare per primi su ogni seconda palla e dominare fisicamente l’area di rigore è stato umiliante. Non è stata una questione di moduli, è stata una questione di fame. E ieri sera l’Udinese aveva una voragine nello stomaco, mentre il Milan sembrava già sazio di una gloria che appartiene al passato.

Ora restano le macerie. Una classifica che piange, un morale sotto i tacchi e la sensazione che serva una rivoluzione profonda, non solo tattica ma soprattutto mentale. Perché se non si ritrova l’orgoglio di sudare per questa maglia, ogni match diventerà un calvario simile a quello di ieri sera.

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LAZIO MILAN, OCCASIONE SPRECATA!

La sconfitta di domenica sera all’Olimpico contro la Lazio è di quelle che tolgono il sonno, non tanto per la prestazione in sé – che nel secondo tempo c’è anche stata – quanto per l’occasione enorme che abbiamo gettato al vento.

Ecco il mio sfogo, da milanista a milanista, su una domenica da dimenticare.

Eravamo lì. Dopo la vittoria nel derby che ci aveva ridato ossigeno e speranza, sognavamo di accorciare ulteriormente. Invece, il gol di Isaksen al 26′ ha gelato ogni entusiasmo. Mentre noi restiamo fermi a quota 60 punti, l’Inter vola a +8 e il Napoli ci alita sul collo a un solo punto di distanza. Fa male, perché queste sono le partite che decidono i campionati, e noi siamo mancati nel momento del bisogno.

Inutile girarci intorno: il 3-5-2 iniziale non ha convinto. Vedere una squadra così contratta nel primo tempo mette tristezza. Ma la nota più dolente è stata l’uscita di Rafa Leão. Al 67′, nel pieno della spinta per il pareggio, Allegri lo richiama in panchina per Füllkrug. La reazione di Rafa – quei calci alle bottigliette e il rifiuto del saluto – è l’immagine della nostra serata. Possiamo discutere sulla sua continuità, ma toglierlo quando serve un lampo di genio resta una scelta che divide la tifoseria.

Non è finita, ma la strada per lo scudetto si è fatta ripidissima. Ora serve silenzio, lavoro e soprattutto ritrovare quella fame che ieri, per larghi tratti, è rimasta negli spogliatoi. Fa male vedere un ex come Daniel Maldini giocarci contro con quella grinta, ma fa ancora più male vedere il Milan non azzannare la partita.

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CI PENSANO PAVLOVIC E LEÃO

Cremonese-Milan: un successo meritato per i rossoneri

Il Milan ha vinto 2-0 contro la Cremonese allo Stadio Giovanni Zini, in una partita che ha visto i padroni di casa giocare bene nel primo tempo, ma senza creare grandi occasioni. Il Milan ha invece trovato il gol della vittoria con i gol di Strahinja Pavlović all’89’ e Rafael Leão al 90’+4′.

Il Milan ha mostrato alcuni problemi difensivi, con la Cremonese che ha creato diverse occasioni pericolose. La squadra di Massimiliano Allegri ha anche faticato a trovare la giusta ispirazione in attacco, con Leao e Pulisic che non hanno giocato al meglio.

Il Milan deve lavorare sulla sua efficacia in attacco e sulla sua solidità in difesa. La squadra deve anche trovare la giusta ispirazione e la giusta intensità per poter vincere le partite.

La partita ha confermato che il Milan è una squadra in crescita, ma che ha ancora molto da lavorare per poter competere con le migliori squadre della Serie A. La Cremonese ha giocato una buona partita, ma non ha avuto la fortuna di segnare.

Il Milan ora si trova al 2° posto in classifica, a 10 punti dall’Inter capolista. La squadra deve continuare a lavorare duro per poter vincere il campionato.

 

Rafael Leão: il portoghese ha giocato una partita fantastica, segnando il gol della vittoria e creando diverse occasioni pericolose.
Strahinja Pavlović: il difensero serbo ha segnato il primo gol della partita e ha giocato una partita solida.
Mike Maignan: il portiere francese ha fatto alcune parate importanti, mantenendo la porta inviolata.

Il Milan deve continuare a lavorare duro per poter raggiungere i suoi obiettivi stagionali. La prossima partita sarà contro l’Inter, domenica alle 20.45 a San Siro.

 

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MAIGNAN TIENE IN VITA IL MILAN, TRE PUNTI AL SINIGAGLIA !

Il Milan vince 3-1 in rimonta a Como e resta in scia all’Inter capolista. Al Sinigaglia la squadra di Fabregas domina il primo tempo e buona parte della ripresa, ma a tenere in vita Max Allegri e il campionato ci pensano una doppietta di Rabiot con una prestazione sontuosa, si è anche procurato il rigore trasformato da Nkunku e le parate straordinarie di Mike Maignan, fondamentale in almeno 3-4 occasioni. Non è una novità: il portiere francese oggi è un fattore decisivo e ci sono per buona parte i suoi guanti sui 43 punti collezionati fin qui dai rossoneri, che restano a -3 dall’Inter capolista, ancora in piena lotta per lo scudetto.

Ci sono le categorie, avrebbe potuto dire lo stesso Allegri. Che ha poi ribadito: “È giusto che il Milan abbia dei grandi giocatori. Mike è uno dei tre portieri più forti al mondo“. Ai microfoni di Dazn è intervenuto anche lo stesso Maignan, in compagnia di Rabiot. I due francesi hanno analizzato la partita e scherzatoinsieme. Alla domanda sul rinnovo del portiere, ha risposto il centrocampista: “Ha tanta voglia!“. Di restare il Milan, s’intende. Se lo augurano Allegri, i giocatori e tutto il mondo rossonero. La rinascita di questa stagione e il futuro passano dai guantoni di Maignan.

Sfortunatamente la gara non è andata come sperava Fabregas. Vantaggio di Kempf, tante parate di Maignan (impressionanti le due su Nico Paz e quella sul colpo di testa di Da Cunha), il gol di Nkunku e la doppietta di Rabiot a completare la rimonta rossonera. E alla fine il tecnico catalanto, deluso dal risultato, è sbottato: «Faccio i complimenti al Milan, hanno fatto la loro partita e hanno vinto quindi hanno ragione loro — ha detto —, ma è stato difficile dire qualcosa ai ragazzi. A volte devi dire bravo ai singoli e quindi faccio i complimenti a Maignan e Rabiot. Se ora sono un allenatore da serie A? No no, 1-3 Milan. Il “risultatismo”, a voi piace tanto».

 

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NKUNKU SALVA TUTTO !!

Ancora una prova di personalità, ancora applausi, ma anche un finale che lascia tanta amarezza. La Fiorentina pareggia 1-1 contro il Milan al Franchi al termine di una gara giocata con coraggio e qualità, soprattutto nella ripresa, ma segnata ancora una volta da un gol subito nei minuti di recupero. Dopo il pareggio beffardo dell’Olimpico contro la Lazio, i viola vengono raggiunti di nuovo allo scadere: stavolta è Nkunku, al 90’, a gelare lo stadio dopo il vantaggio firmato da Comuzzo al 67’.

Un punto che consente comunque alla squadra di Vanoli di allungare la propria striscia positiva (terzo risultato utile consecutivo, evento inedito in stagione) e di salire a quota 14 in classifica, portandosi momentaneamente a meno due dal Genoa e dalla zona salvezza. Fiorentina che approccia bene il match a differenza di un Milan che risponde e costruisce le occasioni più nitide della prima frazione.

Il vantaggio arriva al 67’ ed è la naturale conseguenza del dominio viola: su calcio d’angolo Comuzzo svetta più in alto di tutti e sotto porta batte Maignan, facendo esplodere il Franchi. È l’1-0 che premia una Fiorentina nettamente superiore nella ripresa. I viola continuano a spingere: al 64’ Ndour va al tiro da fuori, deviato in angolo da Gabbia, mentre al 75’ Brescianini, appena entrato, spreca una grande occasione in contropiede, calciando alto da posizione più che favorevole.

Nel finale il Milan prova ad alzare il baricentro. All’ 87’ Ricci ci prova da fuori area, con il pallone che esce di poco. Quando la vittoria viola sembra ormai in tasca, arriva la beffa: al 90’ Fagioli scivola in fase di impostazione, Saelemaekers mette in mezzo e Nkunku, lasciato colpevolmente solo, colpisce. Il pallone sbatte sul palo e finisce in rete: 1-1.

Il recupero è un concentrato di emozioni. Al 96’ la Fiorentina va a un passo dal colpaccio: Brescianini calcia di prima sotto porta e colpisce una clamorosa traversa. Al 97’ è invece Maignan a salvare il Milan con un’uscita decisiva su Kean.

 

La strada verso la salvezza passa anche da partite come questa: prestazioni convincenti, crescita evidente, ma la necessità di diventare più cinici e attenti nei momenti decisivi. La classifica ora sorride un po’ di più con la squadra che sembra decisamente più viva e in fiducia, condizioni importanti per uscire dalla zona retrocessione.

 

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