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IL VALZER DEI DESTINI

Il calcio italiano, nella sua infinita capacità di rigenerarsi attraverso il dramma sportivo, ci regala un classico moderno come atto finale (o quasi) della stagione. Milan contro Atalanta non è mai una partita normale. Non lo è per la vicinanza geografica, non lo è per la divergenza filosofica tra le due società, e non lo è certamente quest’anno, con i punti che pesano come macigni di piombo sulle gambe dei ventidue in campo.

Il Contesto: Dove siamo rimasti?

Arriviamo a questa domenica con il fiato corto. Il Milan ha vissuto una stagione di alti vertiginosi e cadute rovinose, un’altalena che ha messo a dura prova la pazienza della Curva Sud. Dall’altra parte, l’Atalanta di Palladino è la solita “macchina da guerra” che sfida le leggi della fisica e della demografia: una provincia che non smette di insegnare calcio all’Europa.

Il Milan è sceso in campo con il piglio di chi vuole azzannare il match. Un baricentro altissimo e un pressing asfissiante hanno messo subito in difficoltà i rossoneri, portando la Dea a sbloccare il risultato nei primi venti minuti. La manovra è apparsa fluida, con i terzini molto coinvolti nella costruzione del gioco e una mediana dinamica.

Tuttavia, come spesso accade in questa stagione, alla prima folata avversaria la difesa ha mostrato crepe inaspettate. Un calo di tensione collettivo ha permesso agli avversari di rientrare in partita, trasformando quella che sembrava una serata in discesa in una battaglia di nervi.

La nota dolente é che nella gestione dei calci piazzati e delle seconde palle al limite dell’area continua a essere il tallone d’Achille. Ieri sera si è percepita nuovamente una mancanza di comunicazione tra i reparti nei momenti di massima pressione.

  • Ecco un’analisi dettagliata della partita del Milan di ieri, una serata che ha lasciato in dote ai tifosi rossoneri un mix di emozioni contrastanti, tra sprazzi di grande calcio e i soliti, cronici dubbi strutturali.


    Il Parere Personale: Una squadra “emotiva”

    Se dovessi commentare il match di ieri con una sola parola, userei “incompiutezza”.

    Siamo a fine campionato e quello che preoccupa non è la qualità dei singoli, ma la tenuta mentale. Ieri ho visto una squadra che “esce” dalla partita troppo facilmente dopo aver subito un episodio o piú sfavorevoli. È un limite caratteriale che il Milan si trascina da mesi: manca quel cinismo “sporco” che permette alle grandi squadre di vincere anche quando non sono brillanti.

    Inoltre, la gestione dei cambi mi è parsa tardiva. In un momento della stagione in cui le energie scarseggiano, rinfrescare il centrocampo dieci minuti prima avrebbe potuto evitare il sofferto finale a cui abbiamo assistito.

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IL MILAN SCAVALCA, 3-2 CONTRO IL TORINO

C’è qualcosa nel Milan di quest’anno che non ti permette mai di staccare gli occhi dallo schermo, nel bene e nel male. Il match di ieri sera contro il Torino di D’Aversa è stato l’ennesima dimostrazione: una partita vibrante, a tratti caotica, ma che alla fine ha premiato la maggiore qualità individuale dei rossoneri, permettendo ad Allegri di scavalcare nuovamente il Napoli in classifica.

Le Mie Impressioni: Cosa ci portiamo a casa?

  • La “Solidità” Creativa di Pavlović: Vederlo segnare dalla distanza fa strano per un difensore centrale, ma Strahinja sta diventando l’anima di questa squadra. È un leader carismatico, anche se quel rigore causato nel finale ci ricorda che deve ancora limare qualche eccesso di irruenza.

  • Il centrocampo dei “Giganti”: La coppia Rabiot-Fofana ieri ha dominato fisicamente. Quando giocano con questa intensità, il Milan sembra avere una marcia in più. In particolare, vedere Rabiot tornare al gol a San Siro è un ottimo segnale per il finale di stagione.

  • L’effetto Allegri: Si vede la mano del tecnico nella gestione dei momenti difficili, ma resta il dubbio sulla gestione del vantaggio. Sul 3-1 la partita doveva essere “morta”, invece il calo di tensione finale ha rischiato di rovinare tutto. È un Milan cinico, ma che gioca pericolosamente con il fuoco.

  • L’eterno Pulisic: Anche quando non segna, Christian è ovunque. Il suo assist per Rabiot è una perla di intelligenza tattica. Senza di lui, la manovra offensiva perderebbe il 50% della sua imprevedibilità.

Il Milan vince e convince a metà, ma i tre punti sono pesantissimi. La rincorsa all’Inter (ora a -5, in attesa del loro match) continua, e la sensazione è che questo gruppo abbia finalmente trovato la quadratura mentale per restare in alto, nonostante qualche brivido di troppo.

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CI PENSANO PAVLOVIC E LEÃO

Cremonese-Milan: un successo meritato per i rossoneri

Il Milan ha vinto 2-0 contro la Cremonese allo Stadio Giovanni Zini, in una partita che ha visto i padroni di casa giocare bene nel primo tempo, ma senza creare grandi occasioni. Il Milan ha invece trovato il gol della vittoria con i gol di Strahinja Pavlović all’89’ e Rafael Leão al 90’+4′.

Il Milan ha mostrato alcuni problemi difensivi, con la Cremonese che ha creato diverse occasioni pericolose. La squadra di Massimiliano Allegri ha anche faticato a trovare la giusta ispirazione in attacco, con Leao e Pulisic che non hanno giocato al meglio.

Il Milan deve lavorare sulla sua efficacia in attacco e sulla sua solidità in difesa. La squadra deve anche trovare la giusta ispirazione e la giusta intensità per poter vincere le partite.

La partita ha confermato che il Milan è una squadra in crescita, ma che ha ancora molto da lavorare per poter competere con le migliori squadre della Serie A. La Cremonese ha giocato una buona partita, ma non ha avuto la fortuna di segnare.

Il Milan ora si trova al 2° posto in classifica, a 10 punti dall’Inter capolista. La squadra deve continuare a lavorare duro per poter vincere il campionato.

 

Rafael Leão: il portoghese ha giocato una partita fantastica, segnando il gol della vittoria e creando diverse occasioni pericolose.
Strahinja Pavlović: il difensero serbo ha segnato il primo gol della partita e ha giocato una partita solida.
Mike Maignan: il portiere francese ha fatto alcune parate importanti, mantenendo la porta inviolata.

Il Milan deve continuare a lavorare duro per poter raggiungere i suoi obiettivi stagionali. La prossima partita sarà contro l’Inter, domenica alle 20.45 a San Siro.

 

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