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LO SCHERZETTO DI HALLOWEEN, QUANDO SAN SIRO SI TINGE DI PURO ROSSO

Se qualcuno avesse dovuto descrivere il copione perfetto per la vigilia, avrebbe faticato a immaginare un avvio così travolgente. Chi era di ritorno dai terminal in quelle ore, magari sbarcando giusto in tempo per accendere la tv o sintonizzarsi sulle frequenze del nostro gruppo WhatsApp, si è trovato catapultato in un incubo per gli avversari e in un sogno a occhi aperti per noi. Al quarto minuto esatto, il match ha trovato il suo primo scossone: una giocata sontuosa sulla destra, con Diego Moreira capace di saltare secco Carlos Augusto e dipingere un cioccolatino delizioso in area. Lì, puntuale come un orologio svizzero, Christian Pulisic ci ha messo la testa e la zampata vincente, gelando la retroguardia interista e infiammando i nostri cuori.

Ma il Diavolo non si è accontentato di spaventare gli ospiti con il primo colpo. Appena sei giri d’orologio più tardi, al 10′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto corto con astuzia millimetrica, è spuntata la sagoma regale di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, libero di calciare dal limite dell’area piccola, ha disegnato una traiettoria mancina velenosa che si è insaccata sul palo lontano, lasciando immobile l’estremo difensore avversario. Due a zero in dieci minuti. Una partenza da brividi, di quelle che ti fanno saltare dal divano o dai tavoli del nostro circolo a Malpensa urlando di gioia.

 

Oltre ai tre punti d’oro che ci proiettano a quota 21 in classifica, riavvicinandoci ai quartieri altissimi della Serie A, questa partita lascia in eredità indicazioni preziose. La scelta di Amorim di affidarsi a un assetto aggressivo e verticale ha sorpreso la retroguardia interista, incapace di arginare la velocità di Moreira e la qualità tecnica in mezzo al campo guidata dall’esperienza di Modric e dal dinamismo di Rabiot e Pulisic. Questa vittoria interrompe una striscia di digiuno nei confronti diretti e restituisce morale a tutto l’ambiente.

Per noi soci del Milan Club Malpensa, che viviamo ogni giorno tra partenze, arrivi e collegamenti con il mondo intero, questa è la metafora perfetta del tifo: si decolla tra le difficoltà, si affrontano le turbolenze con coraggio e si atterra sempre con l’orgoglio di appartenere a una fede gloriosa. Il campionato è ancora lunghissimo, irto di insidie e aperto a qualsiasi scenario, ma la notte di Halloween a San Siro ci ha ricordato chi siamo e cosa può fare il Diavolo quando scende in campo con fame e determinazione.

 

Ora l’attenzione si sposta immediatamente sui prossimi appuntamenti in calendario, a partire dalla trasferta contro il Genoa e dalle future sfide europee e interne. La continuità sarà la chiave per trasformare questa fiammata d’ottobre in un percorso stabile verso i nostri obiettivi stagionali. Dal canto nostro, continueremo a seguire ogni singolo pallone con lo stesso calore, la stessa passione e lo stesso spirito di aggregazione che contraddistinguono il nostro club.

Vi aspettiamo come sempre nella nostra sede per commentare insieme le prossime battaglie, brindare alle vittorie e vivere ogni emozione rigorosamente in rossonero. Sempre e comunque forza Milan!

 

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IL DERBY É DEL MILAN: 1-0 A SAN SIRO, INTER A +7

La partita di domenica tra Milan e Inter è terminata con una vittoria per i padroni di casa, che hanno battuto i nerazzurri 1-0 grazie a un gol di Estupiñán al 35′ del primo tempo. Il Milan ha giocato una partita equilibrata, creando diverse occasioni pericolose, ma non è riuscito a concretizzare. L’Inter ha invece mostrato alcuni problemi difensivi, che hanno permesso al Milan di creare diverse occasioni.

Abbiamo mostrato alcuni problemi difensivi, con l’Inter che ha creato diverse occasioni pericolose. La squadra di Massimiliano Allegri ha anche faticato a trovare la giusta ispirazione in attacco, con Leao e Pulisic che non hanno giocato al meglio.

Il Milan deve lavorare sulla sua efficacia in attacco e sulla sua solidità in difesa. La squadra deve anche trovare la giusta ispirazione e la giusta intensità per poter vincere le partite.

Massimiliano Allegri si dimostra ancora una volta capace di fare la differenza e di saper giocare anche in modo diverso, se vuole.Anche perché i nerazzurri di Cristian Chivu sono stati piú che presuntuosi: convinti di poter aspettare un Milan incapace di fargli male, hanno sofferto e poi, quando c’ é stato da attaccare, non sono stati capaci.

Finale agitato negli attimi immediatamente successivi all’episodio di Ricci e a qualche protesta da parte di Pio Esposito e di altri giocatori in campo, ci sarebbe stato un silent check tra Doveri e il VAR Abisso, chiusosi con la conferma della valutazione di campo del direttore di gara. Al termine del match, qualche lamentela da parte della panchina nerazzurra, della quale faceva parte anche l’infortunato Lautaro Martinez, è arrivata sia su questa situazione che sull’entità del recupero per le perdite di tempo da parte del Milan per conservare fino in fondo il risultato di vantaggio.

In sintesi, un derby che ha confermato la capacità del Milan di alzare il livello nelle partite storiche, riducendo le distanze in classifica in un finale di stagione che si preannuncia molto combattuto.

 

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