COMUNICATO A.I.M.C.

 

Il TAR Liguria ha respinto il ricorso presentato dall’AIMC contro il provvedimento del Prefetto di Genova che ha vietato, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, la vendita dei biglietti per l’incontro Genoa-Milan ai residenti della Lombardia, ritenendo fondati i profili di rischio emersi dall’attività istruttoria e dalle valutazioni discrezionali operate dalla Questura di Genova. Dal contesto istruttorio ricostruito dall’Avvocatura distrettuale dello stato costituitasi in giudizio, sugli elevati profili di rischio dovuti a rapporti di altissima rivalità tra le due tifoserie,  sono emersi i seguenti episodi

1) il tentativo, al termine della partita del 5 maggio 2025, da parte di un centinaio di tifosi genoani, celati dai caschi calzati e armati di bastoni e mazze, di scontrarsi con la tifoseria rivale che stava defluendo dallo stadio sulle navette, lanciavano bottiglie di vetro e artifizi pirotecnici;

2) il tentativo di contatto con la tifoseria del Milan, in occasione della partita del 2 dicembre 2011, da parte di un gruppo isolato di circa 100 tifosi rossoblù, con lancio di oggetti contundenti e numerosi artifizi pirotecnici verso il bus navetta della tifoseria ospite;

3) il clima atavico di forte contrapposizione tra le due tifoserie, riconducibile ai fatti occorsi a Genova il 29 gennaio 1995, quando in occasione dell’incontro Genoa-Milan il tifoso ultra genoano Vincenzo Spagnolo perse la vita, a seguito di una ferita da taglio inferta da un ultra rossonero in occasioni di violenti scontri presso lo stadio Luigi Ferraris.

Inoltre, a seguito dell’attività informativa operata dalla Questura di Genova, è emersa la manifestata intenzione della tifoseria genoana di radunarsi nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Brignole – zona solitamente interessata dal transito dei tifosi milanisti diretti ad assistere alla partita – e successivamente di procedere in forma di corteo verso lo stadio, ove tale intento mette chiaramente in evidenza come i tifosi stessero attendendo l’incontro come una vera e propria “resa dei conti”.

In aggiunta, anche il rischio che ai tifosi locali si potessero aggiungere anche quelli delle squadre gemellate con il Genoa.

E da ultimo, anche la frattura tra la tifoseria organizzata del Milan – ulteriormente esasperata a seguito dell’ultimo risultato sportivo negativo – e la Dirigenza della società, frattura che potrebbe determinerebbe il rischio di forti contestazioni alla società del Milan da parte dei suoi stessi tifosi, con ulteriore rischio di forti ricadute sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Dalla ricostruzione istruttoria emerge in modo inequivocabile un accanimento dei tifosi genoani nei confronti di quelli del Milan. E per fronteggiare questo accanimento gli unici ad essere stati penalizzati sono stati i tifosi rossoneri residenti in Lombardia, ai quali viene impedito l’acquisto del biglietto per il settore ospite. Una misura restrittiva, che penalizza soltanto i tifosi milanisti che non hanno causato alcun incidente, con evidente illogicità e irragionevolezza della drastica misura, a vantaggio di chi ha commesso azioni antigiuridiche. Inoltre, tale misura, oltre a riguardare illegittimamente i tifosi di una intera regione, con evidente discriminazione territoriale tra gli stessi tifosi del Milan, riguarda indistintamente anche soggetti che sono titolari della tanto decantata tessera del tifoso!

A nostro avviso trattasi di un costrutto di artefatte e faziose motivazioni, in quanto non è pensabile che non si potesse pensare ad un percorso alternativo per raggiungere lo stadio, come se a Genova vi fosse un solo percorso pedonale, o che l’interpretazione di una espressione di stress, interpretata invece come sbeffeggiamento, potesse essere assunta come fonte di un provvedimento restrittivo.

Fermo restando il rispetto e la fiducia nei confronti delle istituzioni e della magistratura amministrativa, siamo amareggiati per le atipiche interpretazioni dei fatti, isolati e datati e ci duole constatare che la decisione Prefettizia sia stata presa senza che siano state consultate le omologhe autorità preordinate all’ordine pubblico di Milano, privando ai cittadini lombardi di andare a sostenere la propria squadra in un moneto così delicato e strategico.

Ci chiediamo, da ultimo, se gli oltre mille tifosi che raggiungeranno Genova da altre regioni, siano da considerarsi in pericolo lungo il percorso per raggiungere lo stadio.