Cronaca di una trasferta “surreale”… Napoli-Milan

Cronaca di una trasferta “surreale”… Napoli-Milan

Cronaca di una trasferta “surreale”… Napoli-Milan

📅12 marzo 2022, 12:41

Cronaca di una trasferta “surreale”… Napoli-Milan

Ciò che è successo domenica durante la trasferta a Napoli è una vergogna che non vedevamo da anni!

I problemi iniziano già con la vendita dei biglietti, nessun tagliando riservato alla tifoseria organizzata e vendita libera del settore ospiti comprese le ricevitorie di Napoli e provincia, dove più di un tifoso napoletano acquista i biglietti destinati ai tifosi del Milan, vista la mancanza di biglietti in tutti gli altri settori.

Questura e società partenopea si accorgono della frittata quando ormai è fatta e invece di limitare la vendita del settore ospiti sulle ricevitorie della Lombardia (come richiesto dalla nostra società ancor prima che partissero le vendite!), decide di introdurre l’obbligo di tessera del tifoso, andando contro anche alle indicazioni dell’osservatorio. Risultato: molte tessere non si riescono a censire sul sito di ticket-one o anche se censite, non consentono l’acquisto dei tagliandi ai possessori regolarmente registrati al sistema. Informiamo di tutto questo il Milan, ribadendo che tale problematica si ripete da inizio anno ogni qualvolta viene imposta la TDT.

La nostra società chiede al Napoli di smarcare il problema di chi ha la tessera non funzionate (per via del censimento), adottando una vendita impostata diversamente, sempre previa autorizzazione della Questura di Napoli, ma anche qui trovando risposta negativa. Viene quindi informata sulla forte possibilità di dover chiedere circa 50 cambi nominativi (ricordiamo per i meno informati che per legge si può fare il cambio nome può essere fatto in tutti i settori tranne che per gli ospiti, non si sa per quale assurdo motivo).
Tutti muniti di biglietto partiamo verso la Campania e arrivando di buon’ora, veniamo convogliati al punto di ritrovo dove troviamo ad accoglierci l’esercito, svariati funzionari di Polizia, Finanza e Carabinieri che dopo oltre un’ora in cui uno ad uno ci fotografano con biglietto e documento alla mano, ci fanno partire alla volta del San Paolo. Lo stadio è vicino ma i brillanti responsabili dell’ordine pubblico decidono di allungare di solo 70km il tragitto, portandoci fino alla provincia di Caserta e mantenendo l’ottima velocità di crociera di 25km/h. Ebbene dopo un’ora e mezza di processione arriviamo allo stadio alle 20.30, dopo circa 3 ore dal nostro arrivo alle porte di Napoli, e qui accade l’impensabile: viene fatto scendere un pullman alla volta (14 pullman già tutti perquisiti!) e veniamo sottoposti nuovamente a rigidi controlli (ben quattro filtraggi di perquisizione dopo quelli al punto di ritrovo, PAZZESCO!).

Dopo le rassicurazioni iniziali dei funzionari su cambi nominativi facciamo entrare tutte le persone munite di biglietto con il nome corretto, mentre le altre ci dicono che devono attendere per poi entrare in coda al gruppo. La Questura partenopea improvvisamente cambia idea, e mentre stiamo percorrendo la salita che a piedi ci porta ai tornelli d’ingresso, veniamo inspiegabilmente bloccati fuori dal settore. Tra di noi ci sono donne ma anche bambini, i quali iniziano inevitabilmente a piangere, tutta gente che ha speso decine di euro e preso giorni di ferie per essere li. In quel momento realizziamo che allo stadio non saremmo mai entrati, ma come se ciò non bastasse, veniamo letteralmente sequestrati dai plotoni della celere in assetto anti sommossa pronti a menare le mani al primo respiro sbagliato. I ragazzi all’interno dello stadio che hanno gli amici fuori e vogliono uscire vengono rinchiusi dentro il settore, quelli fuori che dovevano entrare vengono circondati e sequestrati davanti al cancello senza avere neanche la possibilità di poter andare in bagno (con donne costrette da una funzionaria a urinare tra le auto parcheggiate), o di poter tornare sui pullman (nel frattempo inizia a piovere e fa freddo). Addirittura ad un signore di oltre 70 anni viene negato il permesso di andare sul pullman a prendere i medicinali di cui necessita quotidianamente. Veniamo nuovamente sottoposti ad una nuova perquisizione seguita da un’altra identificazione fotografica, alla quale giustamente molti si oppongono, rischiando di subire le coccole della celere.

Al termine di tutto questo schifo attendiamo gli altri tifosi che escono dallo stadio alle 00.45, due ore dopo la fine della partita e tutti insieme facciamo rientro a Milano dove arriviamo alle 11.00 del mattino seguente.

Dopo questo spettacolo non degno di un paese civile sorgono spontanee alcune riflessioni:

Per quale strano motivo non si mette mano ad una norma folle e si permette il cambio nominativo per il settore ospiti così come avviene per tutti gli altri settori, senza dover chiedere ogni volta l’intervento di funzionari che rispondono in base a come si svegliano al mattino?
Per quale strano motivo una persona che sottoscrive la tessera del tifoso deve vedersi negato il diritto di accedere allo stadio solo perché sistemi obsoleti di ticketing gli impediscono di comprare un regolare biglietto, senza che il responsabile del booking del Napoli, regolarmente stipendiato per fare il suo lavoro, riesca a risolvere il problema?
Con quale diritto uno o più funzionari di Polizia napoletani, evidentemente incapaci di organizzare l’ordine pubblico, sequestrano 14 pullman tenendoli in giro per quasi 3 ore facendo arrivare di proposito i tifosi in ritardo dopo che hanno pagato 130€ tra pullman e biglietto stadio per seguire la propria squadra lontano da Milano?
Con quale diritto altri funzionari presenti allo stadio sequestrano i tifosi fuori dal settore (compreso donne, anziani e bambini), privandoli di qualsiasi diritto e libertà?
La questura di Napoli deve vergognarsi perché le sporcacciate a cui abbiamo assistito domenica non sono degne neanche di un paese del terzo mondo, e queste cose sono anni che si ripetono in misura più contenuta, ma questa volta avete superato tutti i confini della decenza umana!

 

 

 

 

 

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