Milan – Sampdoria Domenica 5/02/2017 ore 12:30

Il Milan Club PadovaSud organizza la trasferta in casa del Milan per Domenica 05/02/2017 alle ore 12:00

Milan – Sampdoria

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INFO SULLA PARTITA

Partenza bar centrale Albignasego 
orario partenza verrá comunicato appena possibile
milanclubpadovasud@gmail.com
Claudio  348 7045186
Michele  349 3686402
Marco    346 6796210
Alessandro 328 3591427
Michele P. 389 4814219

Milan, Montella: “Juve imbattibile in casa? Per la legge dei grandi numeri…”

Il tecnico rossonero alla vigilia del quarto di finale di coppa Italia con i bianconeri: “Qualche ricordo piacevole alla guida della Fiorentina ce l’ho”. Deulofeu già pronto per Torino

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MILANO - Terzo tempo della lunga sfida tra Milan e Juventus in questa stagione. Dopo le vittorie rossonere in campionato a San Siro e Supercoppa a Doha, domani primo episodio in casa bianconera. Montella si affida alla legge dei grandi numeri e ai precedenti con la Fiorentina. Sullo sfondo dei quarti di Coppa Italia, il futuro di Niang in procinto di lasciare nuovamente il Milan.

Montella, teme l’effetto dello Juventus Stadium dove perdono tutti?
“La legge dei grandi numeri direbbe che prima o poi potrebbe succedere anche il contrario. Qualche ricordo piacevole alla guida della Fiorentina ce l’ho. Di sicuro la sorte in questo cammino di Coppa Italia non ci ha favorito rispetto all’anno scorso”.
Per ora è in vantaggio 2-0 negli scontri diretti con la squadra di Allegri in questa stagione: la rassicura?
“Mi lascia indifferente. Dovremo avere coraggio e qualcosa in più del rispetto. Servirà la concentrazione giusta perché la Juventus può cambiare tanti moduli in corsa. Mi auguro che i giocatori della Juventus siano arrabbiati per le due sconfitte stagionali con noi, così sarebbero meno lucici. Ma temo che non succederà perché sono molto equilibrati”.
Come è l’umore dopo la sconfitta col Napoli?
“La sconfitta ci ha lasciato amarezza. Ma anche la consapevolezza di aver giocato alla pari con una delle squadre che gioca un calcio tra i migliori d’Europa. A tratti abbiamo giocato con sfrontatezza. Dobbiamo portarci dietro questa mentalità. E non dobbiamo perdere la convinzione mostrata finora. Anzi, la convinzione deve crescere dopo sabato. E’ un mio compito. L’allenatore è qui apposta per lavorare sul morale. Già ieri ho visto un grandissimo allenamento. Dobbiamo crescere in malizia e scaltrezza”.
Deluso dal possibile addio di Niang sul quale lei aveva creduto molto? Si sente sconfitto da questa situazione?
“Non mi sono ancora posto questa domanda, la verità è che la società e il ragazzo stanno valutando altre opportunità. Per questo non sarà convocato per la partita, per lasciarlo decidere con serenità. La permanenza in una squadra dipende molto dalla volontà del calciatore, poi della società e dell’allenatore. Niang è sempre stato dentro il cerchio della normalità, a volte al limite, ma non ne è mai uscito. Se resterà, da parte mia avrà la massima considerazione”.
I segnali iniziali erano stati diversi.
“Il suo inizio è stato disponibilissimo. Eravamo tutti strafelici. Proverà a crescere per ottimizzare talento. Ci ha provato. Poi è regredito e si è fermato. Un po’ faccio finta di non saperlo è un po’ non lo voglio dire. Il ragazzo è estremamente sensibile. A Torino non mi è piaciuto quando è entrato in campo. Forse anche l’atteggiamento di San Siro nei suoi confronti nelle giornate negative può averlo condizionato”.
Che impressione le ha fatto Deulofeu?
“E’ un calciatore che conosco bene. Ha un talento infinito non ancora espresso completamente. Dobbiamo capire come mai. Aspettiamo il transfer (arrivato dopo la conferenza stampa, ndr), se arriva lo portiamo con noi a Torino. Può giocare sia a destra che a sinistra. Non è un vice Suso per tranquillizzare il ragazzo. Ha caratteristiche diverse”.
Nel breve periodo potrà già giocare titolare oppure  bisogno di un rodaggio più lungo?
“Devo vederlo ancora qualche giorno. Non pensavo di trovarlo così. E’ un calciatore che dobbiamo monitorare a livello fisico e di affinità con altri giocatori. Potrebbe giocare prima punta? Non è una cattiva idea”.
Avere alternative sugli esterni offensivi permetterà di riportare stabilmente Bonaventua a centrocampo dove potrebbe servire l’inventiva dell’ex atalantino?
“E’ possibile fare giocare Jack a metà campo. Ma anche gli altri centrocampisti adesso stanno facendo bene”.
Cosa pensa del parere di Ambrosini secondo il quale il Napoli di Sarri a tratti esprime un calcio migliore del Milan di Sacchi?
“Ho grande rispetto di Massimo. Ma forse questo concetto è stato un po’ enfatizzato. Il Milan di Sacchi ha influenzato il futuro del calcio italiano. E ha vinto tanto a livello internazionale. Questo Napoli invece ha vinto qualcosa in Italia con Benitez. Mi sembra un paragone lontano”.
Il Milan può ancora ambire alla Champions League?
“Dipende molto dal recupero con il Bologna. Inutile parlare di Champions adesso. Comunque, se vinciamo a Udine, avremo un punto in più rispetto all’andata. Lo dico per rispondere a chi segnala che abbiamo fatto appena 5 punti nelle ultime 5 giornate di campionato”.
Mezza Serie A rischia di essere priva di stimoli a quattro mesi dalla fine del campionato: è necessario tornare a 18 squadre?
“Visto il livello di alcune partite, il campionato a 18 squadre alimenterebbe la qualità. Mi dispiace ammetterlo perché si sminuiscono l’entusiasmo e le belle storie di squadre che hanno raggiunto la A. E’ un campionato anomalo. Ne vedremo delle belle perché squadre medie giocheranno per la vittoria anziché per il pareggio contro le grandi. E potrebbero farcela”.

Fonte: http://www.repubblica.it

 

Milan – Napoli 21 gennaio 2017 20:45

 

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IL Milan Club PadovaSud organizza la trasferta per Milano

Milan – Napoli

21 gennaio 2017 20:45

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IL MILAN SI FERMA A MARASSI

Vince il Genoa 3-0. I rossoneri, in 10 nel secondo tempo, si fermano dopo 6 risultati utili consecutivi

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Serata amara per i colori rossoneri. Sotto la pioggia caduta su Marassi, il Milan di Vincenzo Montella incappa nella terza sconfitta stagionale, fermando così a 6 i risultati utili consecutivi. Decidono le reti di Ninkovic in avvio, l’autogol di Kucka e, nel finale, Pavoletti. Fortunatamente tra cinque giorni si ritorna in campo con l’obiettivo di ripartire subito: a San Siro arriverà il Pescara dell’ex Massimo Oddo.

LA CRONACA
Mister Montella, come anticipato ieri in conferenza, si presenza al Marassi con qualche novità rispetto all’undici che ha superato pochi giorni fa la Juventus: dentro Poli e Honda, fuori Abate e Suso. In avvio i ritmi dei padroni di casa è altissimo, e al primo affondo il Genoa passa in vantaggio: è l’11 e il cross dalla destra di Rincon trova la girata di testa di Ninkovic che batte Donnarumma. Il gol scuote i rossoneri che provano a reagire con le conclusioni dalla distanza di Romagnoli e Bonaventura, ma in entrambi i casi la mira non è delle migliori. Montella capisce le difficoltà della squadra e passa ad un 4-4-2 in linea con Bacca al fianco di Niang. Passano pochi minuti e proprio il duo d’attacco rossonero confeziona l’occasione più importante della prima frazione: sponda del colombiano per la volèe del numero 11 con la palla che termina alta. La ripresa si apre con il Milan in avanti. Al 50′ ci prova con il destro Bonaventura, si salva Perin. Pochi minuti più tardi il fallo di Paletta su Rigoni costa il cartellino rosso al centrale rossonero. In dieci, i ragazzi di Montella ci provano ancora: palla geniale di Bonaventura per il taglio di Poli che calcia a lato. Nel finale il Milan lascia spazio alle ripartenze del Genoa, e su una di questa arriva lo sfortunato autogol di Kucka sul cross di Lazovic per rete del 2-0. All’87′ i padroni di casa trovano il 3-0 con Pavoletti. È il gol che chiude la gara.

IL TABELLINO

GENOA-MILAN 3-0

GENOA (3-4-3): Perin; Izzo, Burdisso, Munoz; Edenilson (33′st Fiamozzi), Rincon, Veloso, Laxalt; Rigoni, Simeone (22′st Pavoletti), Ninkovic (9′st Lazovic). A disp.: Lamanna, Zima, Gentiletti, Cofie, Ntcham, Ocampos, Biraschi, Orban, Pandev. All.: Juric

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Poli, Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Locatelli, Bonaventura; Honda (17′st L. Adriano), Bacca (13′st Gomez), Niang (25′st Suso). A disp.: Gabriel, Plizzari, Zapata, Ely, Abate, Pasalic, Sosa, Lapadula. All.: Montella

Arbitro: Luca Banti di Livorno.
Gol: 11′ Ninkovic (G), 35′st aut. Kucka (G), 42′st Pavoletti (G).
Ammoniti: 40′ Izzo (G), 29′st Pavoletti (G), 40′st Veloso (G).
Espulso: 11′st Paletta (M)

Milan – Juventus Tutti i numeri

TUTTI I NUMERI DI MILAN-JUVENTUS

Ecco i dati statistici più interessanti sulla sfida vinta dai rossoneri grazie alla perla di Locatelli

 

Un gran gol del 18enne decide la super sfida e lancia i rossoneri a due punti da Allegri. Annullato un gol regolare a Pjanic: Rizzoli prima convalida e poi ci ripensa

Montella prepara una squadra molto difensiva, con Locatelli stopper aggiunto alla Busquets, Bonaventura e Kucka molto attenti a disturbare rispettivamente Hernanes e Pjanic e a ingolfare gli spazi centralmente. Il problema per i rossoneri è da subito Alex Sandro: Abate è solo contro di lui e tutto ciò che la Juve costruisce nel primo tempo, nasce dalla fascia sinistra, come la girata di Dybala ben parata da Donnarumma. La produzione offensiva rossonera è affidata a un sinistro di Suso (attento Buffon) e soprattutto agli strappi di Niang conditi da un paio di palle inattive. Il francese rincorre Alves a tutto campo, poi approfitta dei mancati rientri del brasiliano per ribaltare il fronte. Peccato che dalla sua parte ci sia Barzagli: saltarlo uno contro uno è come pescare il jolly da 30 metri. E succederà una volta in tutta la partita. Lo 0-0 dell’intervallo, al netto della topica arbitrale che leva a Pjanic un gol regolarissimo su punizione, non è scandaloso. Anche perché sia Bacca che Higuain non incidono. Dybala esce toccandosi il bicipite femorale dopo una mezz’ora non disprezzabile, sostituito da Cuadrado.

In questi ultimi anni di presidenza Silvio Berlusconi sognava un Milan pieno di giovani italiani. E all’ultimo Milan-Juve da presidente, il regalo più bello glielo fa Manuel Locatelli, 18 anni, alla terza da titolare in Serie A. Che dopo un inizio tremebondo, con due brutte palle perse davanti alla sua area, non si deprime mai, fino a trovare nella ripresa il gol che lo proietta definitivamente verso una grande carriera. Il Milan continua così il suo campionato sopra le attese, con l’1-0 ai danni di una Juve normale. Non è questa la squadra che viene giustamente accreditata del sesto scudetto consecutivo e di una Champions da prime 8, se non prime 4. La gara scialba di un Higuain poco e mal servito è l’emblema di due trasferte a San Siro da zero punti.

Buon Compleanno Presidente!

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24 marzo 1986. Tre mesi dopo aver salvato la società dal fallimento, Silvio Berlusconi fa il suo ingresso ufficiale nell’azionariato del Milan. È l’inizio di una nuova epopea sportiva destinata a proiettare i colori rossoneri ai vertici del calcio mondiale. Ma per lui, per il Presidente che unendo capacità manageriali e competenza sportiva avrebbe portato in via Turati – la storica sede del Milan – sei scudetti e coppe in quantità industriale, quella data segna anche il coronamento di un sogno antico.

Certo, al momento di prendere il timone del Club e di avviarne la rifondazione, Berlusconi è ritornato con il pensiero al “suo” primo Milan, quello dei Carapellese, dei Puricelli, dei Tosolini, quello di cui si era innamorato negli anni dell’immediato dopoguerra. Si trattava di un Milan “minore”, ma agli occhi del tifoso bambino rappresentava comunque qualcosa di meraviglioso, un patrimonio di affetti da difendere strenuamente nel corso di accese discussioni con i compagni di scuola, interisti o juventini che fossero.


E poi a casa, finiti i compiti, c’era sempre il tempo di parlarne con il padre, di commentare l’ultima partita, di provare a immaginarsi la successiva: “Vedrai papà, vinceremo, dobbiamo vincere…”. Fino alla domenica, quando – finalmente – il sogno chiamato Milan poteva tradursi in realtà sul campo. Ed ecco emergere altri ricordi: il percorso fino allo stadio (l’Arena o San Siro) mano nella mano con papà, la coda davanti ai cancelli e lui, Silvio, a farsi piccolo piccolo per poter entrare con un solo biglietto in due.

I successivi novanta minuti venivano vissuti con il cuore in gola, tra gli abbracci per ogni goal dei rossoneri e lo sconforto quando le cose non giravano per il verso giusto. Ma anche in quei casi, papà Luigi sapeva trovare le parole giuste per consolarlo: “Niente paura, domenica prossima ci rifaremo”. Già, ci rifaremo… Quante volte Silvio Berlusconi avrà ripensato a quelle parole nei momenti dei grandi trionfi che hanno contraddistinto i suoi quindici anni di Presidenza: la Coppa dei Campioni a Barcellona, e poi Vienna, Tokio, Atene… Tappe di una storia di successi ottenuti anche grazie alla perfetta organizzazione societaria che ha fatto del suo Milan un modello da imitare per tutto il calcio internazionale.


“Ho sognato di vincere la Coppa dei Campioni – ha detto Berlusconi – ma ho anche immaginato in quale modo, con quale stile questa vittoria andava conquistata, al termine di quale percorso. La nostra non è stata soltanto la vittoria di una squadra di calcio, ma è stata la vittoria di quei valori in cui tutti abbiamo fortissimamente creduto: la dedizione alla causa comune, l’altruismo e la perseveranza, la capacità di sacrificio, la lealtà contro gli avversari, l’attenzione spasmodica a ogni dettaglio. Dovevamo vincere ma anche convincere. Con un gran gioco, rispettando gli avversari ed entusiasmando i nostri tifosi”.

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L’avventura del Milan di Berlusconi è anche una storia di formidabili allenatori. Strateghi della panchina scelti dal Presidente non solo per le loro qualità tecniche, ma anche e soprattutto per la capacità di aderire pienamente alla “filosofia-Milan”, ovvero all’ambizioso progetto manageriale e organizzativo che ha fatto del club e della squadra rossonera un esempio da imitare. L’era Berlusconi risulta segnata in modo indelebile da due allenatori: Arrigo Sacchi e Fabio Capello. Entrambi votati a un calcio moderno e spettacolare, i due rappresentarono altrettante “scommesse” volute, e vinte, dal Presidente.

Quando approda al Milan, nell’estate dell’87, Sacchi non ha esperienza a livello di serie A. Silvio Berlusconi lo chiama a Milano da Parma sfidando lo scetticismo generale, con una di quelle sue famose intuizioni che ne hanno contraddistinto la carriera d’imprenditore. Mai idea si rivelò più azzeccata: Sacchi non solo porta il Milan a primeggiare in Italia, in Europa e nel mondo, conquistando due Coppe dei Campioni e due Intercontinentali, ma con i suoi schemi innovativi fortemente sostenuti dal Presidente impone a tutto il calcio italiano una svolta a 180 gradi, trasformandolo da difensivo in offensivo in omaggio alla spettacolarità del gioco. 

La scommessa su Fabio Capello è altrettanto azzardata, ma – ancora una volta – risulta vincente. Dopo quattro anni di trionfi ininterrotti sotto la guida di Sacchi, la squadra viene ritenuta ormai al capolinea dalla stampa sportiva. Ma Berlusconi non lo crede. È convinto che quel gruppo di giocatori abbia ancora molto da dare ai tifosi rossoneri e a tutto il calcio italiano. Occorrono nuovi stimoli. Il Presidente individua in Capello, che dirige i ragazzi del vivaio milanista, l’uomo giusto per mantenere la squadra ai vertici. Detto fatto.

Il Milan di Capello diventa il Milan degli “Invincibili”, si aggiudica quattro scudetti in cinque anni e raggiunge per tre volte consecutive la finale di Champions League, firmando il suo capolavoro nel 1994 ad Atene, quando stravince sul Barcellona di Cruijff. Meno votata all’offensiva rispetto a quella di Arrigo Sacchi, la squadra di Fabio Capello è imperniata su una difesa di ferro: perde per strada pochissimi punti e stabilisce il primato assoluto di imbattibilità nelle partite di campionato. Un record che rappresenta uno dei tanti fiori all’occhiello di un’epopea calcistico – imprenditoriale che non ha eguali nella storia del calcio: quella del Milan di Silvio Berlusconi.

Milan – Udinese 11 Settembre 2016 ore 15:00

Il Milan club PadovaSud organizza per il giorno 11 Settembre 2016 la trasferta in casa dei rossoneri per la partita

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Milan – Udinese

11 Settembre 2016 ore 15:00

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Milan – Juventus 22 Ottobre 2016 ore 20:45

Il Milan club PadovaSud organizza per il giorno 22 ottobre 2016 la trasferta in casa dei rossoneri per la partita

Milan Juve

Milan – Juventus

22 Ottobre 2016 ore 20:45

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